il Suino Nero dei Nebrodi

Storia e Caratteristiche

Il Suino Nero dei Nebrodi nasce cresce e si riproduce nell’omonima area dei Monti Neboidei. Il territorio dei Nebrodi è anche un Parco naturale caratterizzato da versanti poco simmetrici, da diverse modellazione dei rilievi, da una ricchissima vegetazione, da numerosi ambienti umidi e da aree boschive, in cui la brezza marina si insedia donando particolare carattere unico al territorio. L’habitat naturale perfetto per il Suino nero dei Nebrodi, considerando anche che il Parco dei Nebrodi è l’area protetta più grande della Sicilia.

Sono poco più di 50 i comuni facenti parte dell’area geografica dei Nebrodi, identificabili con la cosiddetta "zona di produzione del Prosciutto crudo di suino Nero dei Nebrodi”.

Dati storici

L’allevamento dei suini in Sicilia risale all’epoca cartaginese. Dopo la caduta dell’impero romano lo sviluppo dell’attività d’allevamento è stato condizionato dagli usi agricoli e pastorali, dai costumi e dalle diete dei popoli che hanno dominato la Sicilia nel corso della sua storia. In tal senso l’allevamento suino subì una battuta d’arresto nel IX secolo sotto la dominazione araba, mentre riprese vigore con la conquista normanna. I suini di razza Nero Siciliano sono caratterizzati dal mantello prevalentemente nero e dalla taglia piccola. Alla costituzione della razza hanno contribuito anche introduzioni di suini neri dal continente. L’allevamento di questa popolazione suina era ampiamente diffuso sull’isola fino alla metà del novecento, ed i Neri siciliani assumevano nomi diversi nelle diverse aree geografiche di allevamento. I successivi cambiamenti socio economici determinarono la forzata delimitazione dell’areale d’allevamento ai rilievi boschivi della Sicilia Nord orientale. Oggi l’area maggiormente interessata dalla presenza dei suini di questa razza è quella dei Monti Nebrodi, in provincia di Messina. La particolare orografia di queste zone montane, caratterizzate da valli strette e parallele che terminano sul litorale, favorisce la naturale segregazione dei gruppi di suini presenti, con conseguente conservazione di una interessante variabilità genetica. Dal 2001 il programma di conservazione coinvolge un gruppo di aziende che adottano le tradizionali tecniche estensive di allevamento.

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Caratteristiche tipiche:

robusto, taglia piccola con scheletro forte

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Mantello e pigmentazione:

cute e setole di colore nero. Le setole sono robuste e particolarmente lunghe nella regione dorso lombare dove assumono forma di criniera. Alcuni soggetti possono avere la faccia parzialmente o totalmente bianca (suino “facciolo”). TESTA: di notevole sviluppo, lunga, profilo fronto-nasale rettilineo, grugno stretto ed inclinato; orecchie piccole dirette obliquamente in alto con punte portate orizzontalmente in avanti. E’ tollerata, anche se non tipica della razza, la presenza di tèttole.

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Collo:

allungato, mediamente sviluppato.

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Tronco:

poco sviluppato, compresso nella regione toracica, addome leggermente basso, linea dorso lombare convessa, groppa inclinata, coda attorcigliata.

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Arti:

relativamente lunghi e poveri di muscoli.

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Caratteri sessuali:

nel maschio testicoli ben pronunciati; capezzoli in numero non inferiore a 10. Nella femmina mammelle in numero non inferiore a 10, regolarmente distanziate, con capezzoli normali ben pronunciati e pervii.

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Caratteri morfologici che comportano l’esclusione dal registro anagrafico:

Assenza di criniera; Presenza di zone con cute e/o setole depigmentate ad eccezione dei soggetti “faccioli” che possono anche presentare balzane; Presenza di fascia bianca, anche parziale, sul torace; Mantello striato od agouti; Presenza di setole rosse o rosso-giallastre.

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Denominazioni alternative locali:

Nero dei Nebrodi – Nero delle Madonie – Nero dell’Etna